Buona fede – uso selettivo delle nullità di protezione nei contratti d’investimento finanziario. Cassazione SS.UU., Sent. n. 28314/2019

Segnalante
Avv. Carmen Voria
Buona fede – uso selettivo delle nullità di protezione nei contratti d’investimento finanziario. Cassazione  SS.UU., Sent. n. 28314/2019

Numero Sentenza 28314 Anno Sentenza 2019 Data Sentenza

Nella recente pronuncia, le Sezioni Unite ribadiscono che criterio guida nel valutare la legittimità dell’uso selettivo delle nullità di protezione nei contratti d’investimento debba pertanto essere il principio di buona fede, per evitare che l’esercizio dell’azione in sede giurisdizionale possa produrre effetti distorsivi ed estranei alla ratio riequilibratrice in funzione della quale lo strumento di protezione è stato introdotto.   Precisano inoltre che, l’avvenuto uso selettivo della nullità non comporta automaticamente, di per sé, la violazione del principio di buona fede perché, diversamente ragionando, si determinerebbe un effetto sostanzialmente abrogativo del regime giuridico delle nullità di protezione, dal momento che si stabilirebbe un’equivalenza, senza alcuna verifica di effettività, tra uso selettivo delle nullità e violazione del canone di buona fede. Ne consegue che, se i rendimenti degli investimenti non colpiti dall’azione di nullità superino il petitum, l’effetto impeditivo è integrale, ove invece si determini un danno per l’investitore, anche all’esito della comparazione con gli altri investimenti non colpiti dalla nullità selettiva, l’effetto paralizzante dell’eccezione opererà nei limiti del vantaggio ingiustificato conseguito. In particolare, le SS.UU. sono giunte ad affermare il seguente principio di diritto: “La nullità per difetto di forma scritta, contenuta nell’art. 23, comma 3, del d.lgs. n. 58 del 1998, può essere fatta valere esclusivamente dall’investitore con la conseguenza che gli effetti processuali e sostanziali dell’accertamento operano soltanto a suo vantaggio. L’intermediario, tuttavia, ove la domanda sia diretta a colpire soltanto alcuni ordini di acquisto, può opporre l’eccezione di buona fede, se la selezione della nullità determini un ingiustificato sacrificio economico a suo danno, alla luce della complessiva esecuzione degli ordini, conseguiti alla conclusione del contratto quadro”.

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Segnalante
Avv. Carmen Voria

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