Fondo patrimoniale costituito dal fideiussore – impignorabilità dei beni – valutazione della effettiva destinazione del finanziamento. Ordinanza n. 8201 del 27 aprile 2020

Avv. Antonella Capaccio
Segnalante
Avv. Antonella Capaccio
Fondo patrimoniale costituito dal fideiussore – impignorabilità dei beni – valutazione della effettiva destinazione del finanziamento. Ordinanza n. 8201 del 27 aprile 2020

Numero Sentenza 8201 Anno Sentenza 2020 Data Sentenza 27/04/2020

Con questa interessante pronuncia la Suprema Corte si è espressa sul delicato tema della pignorabilità dei beni inclusi nel fondo patrimoniale. Nel caso di specie, gli immobili erano di proprietà di due coniugi, uno dei quali risultava fideiussore di un finanziamento erogato dalla Banca alla società, di cui questi era pure amministratore unico. A seguito del pignoramento, il coniuge del fideiussore esperiva opposizione di terzo, deducendo l’impignorabilità sul presupposto che essi erano confluiti nel fondo patrimoniale.

A tal proposito, ricordiamo che il principale effetto giuridico della costituzione del fondo è rappresentato proprio dalla IMPIGNORABILITÀ DEI BENI IN ESSO RICOMPRESI, che non possono essere aggrediti da un’azione esecutiva dei creditori, con un’unica eccezione: QUANDO IL DEBITO SIA STATO CONTRATTO PER SODDISFARE I BISOGNI DELLA FAMIGLIA.

È dunque essenziale stabilire cosa debba intendersi per “bisogni della famiglia”. A questo riguardo i giudici di Piazza Cavour si sono espressi, stabilendo anzitutto che per valutare la riferibilità del debito ai bisogni della famiglia, con conseguente pignorabilità del bene costituito nel fondo, occorre considerare l’effettiva destinazione del finanziamento garantito da fideiussione (nel caso in commento questa finalità è stata esclusa).

Inoltre, se il prestito riguarda esclusivamente gli interessi del soggetto garantito, il debito scaturente dalla fideiussione è estraneo ai bisogni della famiglia del garante, con conseguente impignorabilità del bene costituito nel fondo. “Infatti – stabilisce la Cassazione – se il credito per cui si procede è solo indirettamente destinato alla soddisfazione delle esigenze familiari del debitore, rientrando nell’attività professionale da cui quest’ultimo ricava il reddito occorrente per il mantenimento della famiglia, non è consentita, ai sensi dell’art. 170 c.c., la sua soddisfazione sui beni costituiti in fondo patrimoniale”.

Si è posto, in tal modo, un importante limite – a favore del fideiussore – alla tesi estensiva dei “bisogni della famiglia” da sempre sostenuta dai creditori, secondo cui i debiti contratti per necessità familiari erano praticamente tutti, tranne quelli legati ad esigenze voluttuarie.

 

Avv. Antonella Capaccio
Segnalante
Avv. Antonella Capaccio

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