Indicazione TAEG Min e Max- Violazione DIRETTIVA 2008/48/CE – CGUE Sentenza del 19 dicembre 2019, causa C-290/19

Avv. Mattia Passarella
Avvocato redazione ExparteDebitoris
Avv. Mattia Passarella
Indicazione TAEG Min e Max- Violazione DIRETTIVA 2008/48/CE  – CGUE Sentenza del 19 dicembre 2019, causa C-290/19

Numero Sentenza C-290/19 Anno Sentenza 2019 Data Sentenza 19/12/2019

 

Interpellata in via pregiudiziale, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ha chiarito che l’art. 10 della direttiva 2008/48/CE in materia di credito ai consumatori, deve essere interpretato nel senso che osta a che, in un contratto di credito al consumo, il tasso annuo effettivo globale sia espresso non da un tasso unico, ma mediante un intervallo che rinvia ad un tasso minimo e ad un tasso massimo.»

La Corte,  ha sottolineata come l’indicazione di un TAEG minimo e massimo, viola più disposizioni della direttiva 2008/48/CE. In primis l’art.3, che individua  nel TAEG il “costo totale del credito al consumatore espresso in percentuale annua dell’importo totale del credito” ed in secondo luogo,  l’art. 19 che individua la formula matematica per il calcolo del taeg, dalla quale non può che risultare un unico dato numerico.

In tal senso, la Corte, ribadisce ancora una volta l’importanza fondamentale del TAEG, che è l’unico indice in grado di rappresentare il costo globale del credito, consentendo al consumatore di fare una scelta ponderata e che pertanto, deve essere indicato in maniera certa ed univoca. Diversamente, avvallando l’ipotesi dell’indicazione di un TAEG minimo e massimo,  si verificherebbe anche la violazione del principio di chiarezza e trasparenza, dal momento che in alcun modo il consumatore potrebbe avere la rappresentazione reale del costo del credito.

Allegato: Apri l'allegato

Avv. Mattia Passarella
Avvocato redazione ExparteDebitoris
Avv. Mattia Passarella

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *