Inidoneità del mutuo “condizionato” a costituire titolo esecutivo – Quietanza di ricezione contenuta nell’atto notarile “non corrispondente alla verità processuale”. Tribunale di Ferrara, Sentenza del 02 luglio 2020.

AVV. ROSITA MAGAZZENO
Avvocato redazione ExparteDebitoris
AVV. ROSITA MAGAZZENO
Inidoneità del mutuo “condizionato” a costituire titolo esecutivo – Quietanza di ricezione contenuta nell’atto notarile “non corrispondente alla verità processuale”. Tribunale di Ferrara, Sentenza del 02 luglio 2020.

Con la Sentenza in commento, IL TRIBUNALE DI Ferrara conferma, attraverso  lucide  argomentazioni, quello che ormai e’ l’orientamento giurisprudenziale consolidato in tema di INIDONEITA’ del mutuo condizionato a costituire titolo esecutivo ex art. 474 c.p.c..

La suddetta decisione e’ stata  emessa nell’ambito di un giudizio introdotto ex art. 616 c.p.c., all’esito del quale il Tribunale di Ferrara, rilevando l’inidoneità del mutuo a costituire titolo esecutivo idoneo, dichiara non sussistere il diritto della Banca a procedere con l’esecuzione forzata.

La suddetta pronuncia  riveste notevole importanza poiché l’opponente ha contestato la circostanza dedotta dalla Banca di aver costituito la somma mutuata in un deposito cauzionale infruttifero, motivo per cui al momento del rogito non si era verificata alcuna traditio, nemmeno sottoforma di messa a disposizione giuridica di una somma.

In particolare, il Tribunale ha rilevato come “non è possibile ritenere provata, attesa la contestazione dell’opponente, la costituzione, per accordo della banca e della società o comunque su disposizione di quest’ultima, del deposito cauzionale infruttifero, che nella ricostruzione della convenuta sarebbe stato costituito proprio con il denaro ricevuto dalla società a titolo di mutuo”.

Quanto poi alla valenza della quietanza di ricezione contenuta nel contratto di mutuo, ha osservato come “si deve ritenere che la quietanza contenuta nell’atto notarile abbia ad oggetto un fatto non corrispondente alla verità processuale e che l’importo sia stato dunque messo a disposizione della mutuataria solo dopo la sottoscrizione del contratto di mutuo, il quale pertanto, come affermato dall’attrice, non può costituire valido titolo esecutivo”.

 

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