Investimento rischioso, banca responsabile se non indica il rating. Cassazione Civile, Ord. n. 8212 del 27 aprile 2020

Avv. Mario Manzo
Segnalante
Avv. Mario Manzo
Investimento rischioso, banca responsabile se non indica il rating. Cassazione Civile, Ord. n. 8212 del 27 aprile 2020

Numero Sentenza 8212 Anno Sentenza 2020 Data Sentenza 27/04/2020

La banca è tenuta a risarcire l’investimento rischioso in default e ad indicare il rating del titolo. Questo è quanto chiarito dalla Suprema Corte di Cassazione con la sentenza in commento, la quale ribadisce quelli che sono i doveri di diligenza degli intermediari professionali a tutela dei risparmiatori in base alle disposizioni di cui al T.U.F. ed il Regolamento di attuazione Consob. L’art. 21 T.U.F., in particolare, stabilisce che “nella prestazione dei servizi di investimento e accessori, i soggetti abilitati devono:  a) comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza,  nell’interesse dei clienti e per l’integrità dei mercati;  b) acquisire le informazioni necessarie dai clienti ed operare in  modo che essi siano sempre adeguatamente informati”. L’art. 28 del Regolamento Consob ha precisato, quanto ai doveri di informazione, che gli intermediari autorizzati devono chiedere all’investitore notizie circa la sua esperienza in materia di investimenti in strumenti finanziari, la sua situazione  finanziaria, i suoi obiettivi di investimento, la sua propensione al rischio. L’eventuale rifiuto di fornire le notizie richieste deve risultare dal contratto ovvero da apposita dichiarazione sottoscritta dall’investitore. Inoltre, gli intermediari autorizzati non possono effettuare o  consigliare operazioni o prestare il servizio di gestione se non dopo  aver fornito all’investitore informazioni adeguate sulla natura, sui  rischi e sulle implicazioni della specifica operazione o del servizio, la  cui conoscenza sia necessaria per effettuare consapevoli scelte di  investimento. Il successivo art. 29, strettamente correlato ai doveri previsti dall’art. 28, stabilisce che gli intermediari autorizzati si astengono dall’effettuare, con o per conto degli  investitori, operazioni non adeguate per tipologia, oggetto, frequenza o dimensione ed a tal fine tengono conto delle informazioni di cui al citato art. 28 e di ogni altra informazione disponibile in relazione ai  servizi prestati. 

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