Mancata produzione del titolo di proprietà debitore esecutato – Dichiarazione di estinzione della procedura esecutiva. Cassazione Civile, Sentenza n. 15597/2019 dell’11 giugno 2019.

AVV. ANTONELLA CAPACCIO
Avvocato - Legale ExparteDebitoris
AVV. ANTONELLA CAPACCIO
Mancata produzione del titolo di proprietà debitore esecutato – Dichiarazione di estinzione della procedura esecutiva. Cassazione Civile, Sentenza n. 15597/2019 dell’11 giugno 2019.

Numero Sentenza 15597 Anno Sentenza 2019 Data Sentenza 11/06/2019

Segnalazione a cura dell’avv. Antonella Capaccio del foro di Salerno.
Con la sentenza in commento la Suprema Corte è intervenuta in materia di espropriazione immobiliare, chiarendo le conseguenze della mancata produzione da parte del creditore del titolo attestante la proprietà del bene in capo al debitore esecutato. In particolare, gli Ermellini hanno formulato il principio di diritto, secondo cui “in tema di espropriazione forzata immobiliare, è doverosa la richiesta da parte del giudice dell’esecuzione, ai fini della vendita forzata, della certificazione attestante che, in base alle risultanze dei registri immobliari, il bene pignorato appaia di proprietà del debitore esecutato sulla base di una serie continua di trascrizioni di idonei atti di acquisto riferibili al periodo che va dalla data di trascrizione del pignoramento fino al primo atto di acquisto precedente al ventennio a decorrere dalla stessa. All’ordinanza di richiesta del primo atto di acquisto ultraventennale effettuata dal giudice dell’esecuzione si applica il regime degli artt. 484, 175, 152 e 145 cpc, e alla mancata produzione del suddetto titolo, imputabile al soggetto richiesto, consegue la dichiarazione di chiusura anticipata del processo esecutivo”. Benchè la verifica spettante al Giudice dell’esecuzione sia di carattere formale, e non sostanziale, lo scopo prefissato dal Legislatore è quello di garantire “… con un grado di ragionevole probabilità ...” la effettiva titolarità dei beni da parte del debitore esecutato. Proprio per questo occorre risalire all’ultimo atto di acquisto anteriore al ventennio, anche quando la trascrizione a favore dell’esecutato o di un suo dante causa (come nel caso de quo), ricade nel ventennio.

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